Ricette varie della tradizione romagnola |
Associazione culturale Montegelli |
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Savor |
In dialetto romagnolo "savor" vuole dire "savore, sapore". Questa antica marmellata si prepara facendo cuocere nel mosto d'uva nera ogni sorta di frutta autunnale (mele e pere cotogne, gherigli di mandorle, (mele e pere). Poiché il mosto è molto dolce serviva da dolcificante rendendo superflua l'aggiunta dello zucchero (un tempo scarso e costoso). Nelle case contadine il "savor" veniva conservato in piccole damigiane dal collo largo e serviva come companatico energetico da consumare durante tutto l'inverno. |
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Saba |
Catone la chiamava "sapa", mosto cotto. Si tratta in effetti di mosto reso denso dalla lenta cottura su fuoco dolce. Per prima cosa il mosto deve essere filtrato poi, prima che incominci la fermentazione, fatto bollire fino a quando diventa denso e concentrato. La "saba" così ottenuta si conserva in piccole bottiglie di vetro, mantenendosi per lungo tempo. Nella cucina tradizionale romagnola veniva usata per guarnire i dolci (soprattutto nel periodo di carnevale per dare più colore e più sapore ai dolci poveri). Altre volte la si utilizzava per impastare i dolci, anche in questo caso facendo leva sul forte potere dolcificante. In inverno i bambini usavano la "saba" dentro un bicchiere pieno di neve, come la più dolce delle granite. |
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Marmellata di Sambuco |
Questa deliziosa marmellata si produce dalle bacche mature raccolte a fine luglio. I piccoli acini vengono messi a bollire e quindi setacciati. A questo punto si fa bollire il succo così ottenuto con poco zucchero (circa 300 g. per chilo di passato) e, raggiunta la giusta consistenza, abbiamo la nostra ottima marmellata di sambuco. |
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Mastlaz |
Il "Mastlaz" è un dolcissimo vino settembrino che a Montegelli viene preparato in occasione della Madonna del Rosario. Da sempre questo vino viene offerto gratuitamente, forse per brindare alla vittoria della flotta cristiana sui Turchi a Lepanto nel 1573 (da questa vittoria infatti hanno origine, per disposizione del Papa Gregorio XII, le feste dedicate alla Madonna del Rosario). Il "Mastlaz" si prepara utilizzando la prima uva matura di settembre, la si pigia in un mastello (da cui il nome) ed il prodotto si beve quando ancora la fermentazione non è del tutto avvenuta, così da avere un vino dolce e profumatissimo. Gli agricoltori assaggiano il "Mastlaz" con competente interesse perchè traggono indicazioni sulla qualità del vino che di lì a poco andranno a vendemmiare. |