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La Piada

di Giovanni Pascoli

La Pi (Il pane dei poveri)

di Marino Moretti

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Pida Rumagnola  di GianMarten Piadina Romagnola
Tulir s-ciadur acva farena Tagliere mattarello acqua farina
tegia camm fugh ad fascena teglia camino fuoco di fascina
pida campagnola zitadena. piadina campagnola cittadina.
Int e' chiosco z u n'e' una fola Nel chiosco oggi non e' una favola
e contenua la tradizin la pidajola continua la tradizione la piadinaiola
piadina fresca bona Rumagnola. piadina fresca buona Romagnola.
Pre bl e pre ...  brot Per il bello e per il ...  brutto
piadina e' ...  parssot. piadina e ...  prosciutto.
Pre furb e pre ...  quajn Per il furbo e per lo ...  sciocco
pida e' fuemai ...  squaquarn. piadina e formaggio ... squaquerone.
Ten bta piadina d'una volta Tieni duro piadina di una volta
la vecia Rumagna l'a n' morta. la vecchia Romagna non e' morta.
Pida incua; pida admn Piadina oggi; piadina domani
piadina Rumagnola a t vlem ben. piadina Romagnola ti vogliamo bene.

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La Piadoina La Piadina
L. Vannoni, La piadoina in T. Mantegazza, M. Savadori, Piada, Forlimpopoli 1991, p. 32.
Una zemna ad faroina, Una manciata di farina,
un pezg ad sael foin, un pizzico di sale fino,
un p ad carbonato un p di bicarbonato
e de strot ad bagoin. e dello strutto di maiale.
L'as smorta sa dl'acqua, Si impasta con dell'acqua,
us fa polot dour si fa una palla dura
che us sporbia ad faroina che si spolvera di farina
pu us ciapa e s-ciadeur. poi si prendeil matterello.
Us teia la spoia Si assottiglia la sfoglia
cla venga ben tonda che diventi ben rotonda
pu saura la teggia poi sopra la teglia
l'as fa dvantae bionda. si fa diventare bionda.
L'as magna scruchenta Si mangia croccante
sa gl'ierbi e e parsot, con le erbe ed il prosciutto
fintaent che la "caenta" fino a quando la "canta" (la voglia di cantare)
l'han ciapa unp tot! non prende un p tutti.

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La Pida Rumagnola di Onorio Lorenzini La Piadina Romagnola
Quant ut vn cla dibuleza Quando ti viene quella debolezza
e la penza la taca a barbutl, e la pancia comincia a borbottare,
a te dgh me quel te da f. te lo dico io quello che devi fare.
Nu pans ad magn de pen, Non pensare di mangiare del pane,
la madgena l la pida la medicina la piadina
se te voja da st bn. se hai voglia di stare bene.
Du bel quadret ad pida, Due bei quadretti di piadina,
do feti ad murtadela, due fette di mortadella,
la je mei che la zambela. meglio della ciambella.
Se po tat mt dria a l'arla, Se poi ti metti vicino alla arla,
sanzveis, panzeta, sangiovese, pancetta,
e pida rumagnola. e piadina romagnola.
E sut ven voia ad f una pasegda, E se ti viene voglia di fare una passeggiata,
l'udor dla pida l'odore della piadina
tal sent nenca par la strda. lo senti anche per la strada.

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da "Il nero testo di porosa argilla" di Pier Paolo Zani
 

Il Teggiaio di Montetiffi di G. Gozzi

I Canti del Rubicone,  III edizione

Giu' per il costone ripido e spelato

di Montetiffi, scende il somarello

con due cesti di teglie, uno per lato

sereno il cielo e l'orizzonte bello;

ma chino non vi bada, sprofondato

a concordare il ver col buono e il bello.

Dietro, tabarro, pipa e il suo bordone,

scende, scarpando sodo, il buon Giafone.

"Che dica una parola al vostro ciuccio?"

arrancando dal basso e col toscano

acceso, dice a lui compar Biasuccio.

"Enca d" (anche due) - allor s'accosta piano piano

al somarello, gli alza il lungo astuccio

dell'orecchio afflosciato, e con la mano,

o a meglio dir col mignolo, abilmente

vi fa cadere la cenere bollente.

Il filosofo allor scatta e si scuote:

scrolla la testa, sbruffa, sgroppa, raglia.

Schizzan le teglie, e fuggon come ruote;

ma a coda dritta ei spara e le mitraglia.

Casca, il tegghiaio, e l'anca si percuote.

"Mo ksciet dtt!" (ma cosa gli hai detto!)
E quel pezzo di canaglia:

"AH, Giafone!  Una ben triste novella:

gli morto, al Ponte, il padre e una sorella."

 

La Piadina di Paola Giovannini

 
Con un chilo di farina
fresca, bianca, fina fina,
si prepara sul tagliere
un mucchietto col cratere.
Ci si mette un p di sale
e del grasso di maiale.
Un soffio di bicarbonato
va pian piano incorporato
mescolando con le dita
e con acqua intiepidita.
Questo mucchio inconsistente
si lavora brevemente
e diventa liscio e sodo
se impastato in giusto modo.
Dalla forma arrotondata
che ben presto si formata
va staccato un pezzettino
e schiacciato per benino.
Lo si fa col matterello
che di legno, lungo e snello.
Sulla teglia che gi scotta
questa sfoglia ora va cotta.
Il prodotto cucinato
col formaggio va gustato.
Ma se provi coi salumi
sentirai certi profumi.
Questa pasta sopraffina ... la piadina!!!