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Comitato 
per la valorizzazione
della piada riminese 
com'era e dov'era

I componenti del Comitato:
in ordine alfabetico

Tiziano Arlotti - Assessore Comune di Rimini
Gianpaolo Bettamio - Senatore della Repubblica
Ennio Carrando - Presidente Società De Borg
Riccardo Fabbri -  Dirigente Provincia di Rimini
Mauro Gardenghi - Segretario Confartigianato provinciale
Andrea Gnassi - Consigliere regionale
Daniele Imola - Sindaco di Riccione
Marco Lombardi - Consigliere regionale
Maurizio Melucci - Vicesindaco di Rimini
Mauro Morri - Assessore Comune di Santarcangelo
Stefano Pivato - Assessore Comune di Rimini
Alessandro Ravaglioli - Consigliere Comune di  Rimini
Gioenzo Renzi - Consigliere Comune di Rimini
Fernando Santucci - Delegato prov. Accademia Italiana Cucina
Meris Soldati - Segretario CGIL provinciale
Francesco Zavatta - Presidente Confartigianato provinciale
Stefano Venturini - Presidente Confcommercio provinciale

 

La piada è un monumento del nostro territorio

La piada deve essere riminese e farcita come vuole la nostra tradizione, merita l'IGP

La polemica gastronomica infuria nei giorni di fine estate 2003, coinvolgendo in maniera trasversale esponenti di tutte le fazioni.

La piada, antico piatto dei poveri, simboleggia, in questi tempi di frenetica ricerca del "nuovo", il caposaldo di una tradizione rinnovabile sì, ma non alterabile.

Un agguerrito "Comitato per la valorizzazione della piada riminese com'era e dov'era" ha ribadito le sue ragioni in un clima festaiolo, nella scorsa serata di venerdì 5 settembre, al borgo San Giuliano, a cominciare dall'aspetto della piada, che come ha spiegato Riccardo Fabbri, dirigente della provincia di Rimini e uno dei fondatori del Comitato, "deve essere bassa e larga, distinguendosi nettamente da quella genericamente romagnola che è più spessa e piccola".

In prima linea Mauro Gardenghi, segretario della Confartigianato provinciale, che distribuiva piade farcite alla folla entusiasta: "ci interessa la tutela della piadina riminese, lasciamo la farcitura al gusto di ognuno, ma con la Nutella proprio no!"

All'opera con impegno, all'interno dello stand, anche il consiglere comunale di RIccione Franca Mulazzani.

Ed è proprio sulla farcitura che si apre un dibattito importante, e su questo i sostenitori della tradizione riminese non hanno dubbi.

Nel mirino i sostenitori della generica piada romagnola, per di più oltraggiata dalla Nutella.

"Lasciamo la Nutella ai depressi" esorta il consigliere regionale Andrea Gnassi "la piada è allegria, è tradizione.

Personalmente la libererei anche dalla rucola e comunque va affermato il primato di quella riminese".

Stefano Venturini, presidente della Confcommercio provinciale, esprime il sentimento generale e ribadisce: "che si tengano Nutella e rucola, a Rimini abbiamo stacchino e sardoncini.

Noi vogliamo vivere le tradizioni.

Vogliamo che gli stranieri trovino i nostri prodotti tipici.

Basta con i prodotti internazionali senza sugo e senza fantasia".

E ancora sul fronte dell'immagine Gienzo Renzi, consigliere del comune di Rimini, ribadisce il carattere della piada come di "un prodotto unico al mondo, che quindi deve rimanere come l'abbiamo mangiato da piccoli, come lo mangeremo da anziani.

Quindi ci batteremo per il riconoscimento IGP".

Allora cosa va nella piada? "Radicchio, erbe, salsiccia" chiosa Tiziano Arlotti, assessore el comune di Rimini mentre infarcisce la piada con lo stracchino "ma anche salame e porchetta, l'importante è che i prodotti siano genuini e che la piada sia riminese".

Alessandro Ravaglioli, consigliere comunale, è laconico ma deciso.

"Non capisco la polemica; la vera piada è quella riminese.

Difendiamo la territorialità ed il buon gusto".

In linea anche il consigliere regionale Marco Lombardi ed il Senatore Giampaolo Bettamio "pieno sostegno alle aziende che producono piada riminese, che è quella vera e che quindi merita il riconoscimento IGP".

Chiude un altro membro illustre del comitato, il vice sindaco di Rimini Maurizio Melucci: "l'identità è un bene da proteggere e la piada riminese è un simbolo intorno al quale ritrovarsi".

Numerose ed illustri le visite allo stand della distribuzione.

Fra gli altri l'assessore allo sport del Comune di Rimini Donatella Turchi, il consigliere comunale Piva ed il Presidente della Fiera di Rimini Lorenzo Cagnoni.

 

La nostra piada non è la Romagnola, ma quella del contado riminese

Mauro Gardenghi, Segretario Provinciale della Confartigianato: è un questione d'identità

"Al di là dei contorni politici che il dibattito sulla piadina con la Nutella o col prosciutto ha assunto, peraltro anche divertenti, ciò che ha spinto la Confartigianato ad inserirsi in questo confronto è stato l'interesse alla tutela ed alla valorizzazione della piada riminese".

Mauro Gardenghi precisa la posizione della Confartigianato, all'interno della quale è nata nell'estate 2003 l'Associazione Produttori della Piada Riminese che ha fra le sue priorità proprio la riconoscibilità e la promozione di questo prodotto.

"Il successo della serata organizzata al Borgo San Giuliano il 5 settembre 2003 ci soddisfa pienamente; migliaia di persone hanno risposto all'appello ed abbiamo avuto un'ulteriore conferma dell'importanza di valorizzare un nostro prodotto tipico, riconosciuto nel suo primato dagli studi effettuati e diverso da quello preparato altrove.

Per la farcitura io preferisco il prosciutto, e come me tanti altri.

Solo a pensare alla Nutella sulla piada mi vengono i brividi".

Quali sono i prossimi passi del vostro cammino?

"All'inizio di Ottobre l'Associazione dei produttori di piada riminese ed il Comitato incontreranno il Ministro Giovanni Alemanno perché ci aiuti ad arrivare rapidamente al riconoscimento col marchio IGP della piada riminese.

Abbiamo già avviato le pratiche necessarie presso il ministero competente ed ora, dopo questo grande successo popolare, siamo ancora più convinti delle nostre idee.

L'Associazione ha poi un suo programma commerciale, fatto di partecipazioni ad eventi espositivi e di campagne pubblicitarie".

Intorno alla piada riminese è nato addirittura un comitato.

E' rimasto sorpreso?

"Guardi, noi riminesi per natura tendiamo a dividerci, talvolta quasi col gusto della provocazione fine a se stessa, però intorno alle radici ed ai simboli che ci definiscono siamo inflessibili e diamo esempio di compattezza, ed anche stavolta è andata così.

Il comitato è nato spontaneamente fra persone che sulla protezione della piadina riminese, diversa (e per noi più buona) da quella genericamente definita romagnola, si sono ritrovate con questa sensibilità, ma ne fanno parte idealmente tutti coloro che sono stati insieme a noi la sera del 5 settembre a San Giuliano.

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